La scelta delle specie arboree consente la produzione di legname su terreni inquinati?
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La scelta delle specie arboree consente la produzione di legname su terreni inquinati?


Gli alberi forestali possono contribuire a trattenere i metalli pesanti nei suoli inquinati. Quali sono le specie arboree da scegliere a tale scopo? Uno studio condotto dall’Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (WSL) ha esaminato in che modo sette diverse specie arboree dell’Europa centrale reagiscono ai suoli contaminati da metalli.
  • Tutte e sette le specie arboree centroeuropee esaminate hanno mostrato una capacità simile di stabilizzare i metalli pesanti nel suolo contaminato.
  • Gli alberi con un basso fabbisogno di nutrienti tengono i metalli in eccesso lontano da fusto e chioma, rendendo possibile la produzione di legno non contaminato.
  • La scelta di specie arboree adatte potrebbe restituire i terreni abbandonati a un uso produttivo, confinando al contempo in modo sicuro gli inquinanti presenti nel suolo.

Per secoli, le attività artigianali e industriali hanno lasciato molti suoli inquinati da livelli eccessivi di metalli pesanti quali zinco, cadmio, rame e piombo, che rappresentano una minaccia per l’ambiente e la salute umana. La bonifica di questi siti è spesso difficile e costosa, soprattutto quando sono interessate aree piuttosto estese. Di conseguenza, molti siti inquinati devono essere gestiti in modo da impedire che i contaminanti vengano dilavati nelle acque sotterranee o negli ecosistemi vicini.

Una soluzione promettente è la fitostabilizzazione, che prevede l’impiego delle piante per ridurre la diffusione dei contaminanti nell’ambiente. In virtù della loro lunga durata di vita e dell’ampio apparato radicale, gli alberi sono particolarmente adatti a tale scopo. Per scoprire quali specie arboree selezionare a tal fine, i ricercatori dell’Istituto federale di ricerca WSL e dell’ETH di Zurigo hanno confrontato il potenziale di stabilizzazione di sette specie arboree dell’Europa centrale.


Esperimento su suolo contaminato

I ricercatori hanno coltivato gli alberi per cinque anni in suoli contenenti concentrazioni di metalli pesanti simili a quelle riscontrate nei siti contaminati. Successivamente hanno misurato le concentrazioni nelle radici, nei fusti e nelle chiome e le hanno confrontate con quelle di alberi cresciuti in un suolo non contaminato. I risultati sono infine stati pubblicati come articolo di copertina della rivista Plants.

Le specie arboree selezionate sono rappresentative di due strategie di crescita contrastanti (v. riquadro): da un lato quattro specie «acquisitive» – tra cui l’ontano bianco (Alnus incana), il pioppo tremolo (Populus tremula), il salice da vimini (Salix viminalis) e la betulla verrucosa (Betula pendula) – che necessitano di grandi quantità di nutrienti; dall’altro, tre specie «conservative» – nello specifico l’abete rosso (Picea abies), il faggio (Fagus sylvatica) e l’acero di monte (Acer pseudoplatanus) – che hanno un fabbisogno di nutrienti inferiore.

Sebbene tutte e sette le specie presentassero concentrazioni simili di metalli pesanti nelle radici in caso di coltivazione in suoli contaminati, la quantità di tali metalli trasferita fino alle parti aeree era diversa. Le specie acquisitive hanno trasportato più zinco e cadmio nei fusti e soprattutto nel fogliame, probabilmente a causa del loro maggiore fabbisogno di nutrienti. Per contro, le specie conservative hanno mantenuto i metalli in eccesso lontano da fusto e chioma, in alcuni casi immagazzinando lo zinco in eccesso in strutture radicali specializzate.

Di conseguenza, il legno delle specie conservative non conteneva più metalli pesanti rispetto a quello di alberi cresciuti in un suolo non contaminato. «Siamo rimasti sorpresi da quanto sia risultata netta la distinzione tra le due strategie di crescita», afferma Madeleine Günthardt-Goerg, prima autrice dello studio. «Questo ci fornisce un’indicazione pratica su quali specie arboree scegliere per i siti inquinati».


Foreste in soccorso

Una volta abbandonati, i siti inquinati vengono spesso ricolonizzati spontaneamente dagli alberi forestali. Selezionando specie idonee con strategie di crescita conservative si potrebbe contribuire a confinare i contaminanti nel suolo, permettendo al contempo di ottenere prodotti del legno non inquinati. Mantenendo i contaminanti nel sottosuolo e lontano dalle chiome, le specie arboree conservative potrebbero inoltre impedire che i metalli vengano reimmessi in circolazione attraverso le foglie cadute e i rametti in decomposizione. «Una gestione forestale intelligente potrebbe permetterci di reinserire i siti inquinati nel ciclo economico in modo conveniente», afferma Pierre Vollenweider, biologo presso il WSL e ultimo autore dello studio. «Il prossimo passo consisterebbe nel testare questo approccio in condizioni reali su siti inquinati».

Riquadro: Che cosa sono le strategie di crescita?

Gli alberi possono essere classificati a grandi linee distinguendo due strategie ecologiche o di crescita.

  • Le specie acquisitive hanno bisogno di quantità maggiori di sostanze nutritive, tendono a crescere più velocemente e completano il loro ciclo vitale con maggiore rapidità.
  • Le specie conservative richiedono quantità inferiori di sostanze nutritive, immagazzinano più carbonio e hanno in generale una vita più lunga.
Günthardt-Goerg, M.S.; Schulin, R.; Schleppi, P.; Vollenweider, P. Belowground and Aboveground Responses to Mixed Metal Contamination in Native Central European Trees in Relation to the Species-Specific Autecology. Plants 2026, 15, 1269. https://doi.org/10.3390/plants15081269
Fichiers joints
  • Nelle radici dell’abete rosso (Picea abies), i contaminanti di zinco (in rosso) si sono accumulati all’interno di strutture radicali con funzioni difensive (canali resiniferi; foto: WSL).
  • Nella Polonia meridionale (Olkusz), gli alberi forestali hanno ricolonizzato spontaneamente ex aree minerarie, abbandonate dal Medioevo (a sinistra) e dal XX secolo (a destra). (Foto: Pierre Vollenweider).
Regions: Europe, Switzerland, North America, United States
Keywords: Science, Environment - science

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