Avviato il progetto «Flagship» di Innosuisse per la prevenzione del diabete di tipo 2: Dati e digitalizzazione contro il diabete
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Avviato il progetto «Flagship» di Innosuisse per la prevenzione del diabete di tipo 2: Dati e digitalizzazione contro il diabete

06.08.2026 Empa

Il diabete di tipo 2 è una malattia diffusa legata al benessere. Circa mezzo milione di persone in Svizzera è affetto da questa malattia metabolica cronica – e la tendenza è in aumento. Nel diabete di tipo 2, l’azione dell’ormone insulina nell’organismo è compromessa. Il livello di zucchero nel sangue aumenta – e con esso il rischio di numerose complicanze, tra cui infarto e ictus.

Sebbene anche i fattori genetici abbiano un ruolo, è soprattutto il nostro stile di vita a rendere questa malattia un vero e proprio flagello della società. La mancanza di attività fisica e un’alimentazione squilibrata portano al sovrappeso e, nel corso degli anni, possono favorire l’insorgenza del diabete. La buona notizia è che, cambiando le proprie abitudini di vita, si potrebbe ritardare o prevenire gran parte dei casi di diabete di tipo 2. Quella cattiva: per la maggior parte delle persone un cambiamento del genere è tutt’altro che facile.

Come possiamo quindi rendere la prevenzione del diabete più efficace e accessibile – da un lato per i pazienti, dall’altro anche per le aziende alimentari, le casse malati e il sistema sanitario? A questa domanda è dedicato il progetto multidisciplinare «Flagship» di Innosuisse «PreDiabeTx», sotto la guida dell’Empa (vedi riquadro). Il consorzio del progetto è composto da sette istituti di ricerca e undici partner di attuazione, che spaziano dalle casse malati e dagli ospedali all’ i enti pubblici e all’industria alimentare. Insieme, i partner intendono sviluppare e implementare tecnologie digitali per la prevenzione del diabete di tipo 2 in Svizzera.

Un approccio olistico

«PreDiabeTx» si concentra su tre grandi sfide nel campo della prevenzione. La prima è la scarsa partecipazione a lungo termine alle misure preventive. I partner del progetto sottolineano che non si tratta solo di una questione di comportamento individuale. Anche i fattori sistemici giocano un ruolo importante in questo contesto, come ad esempio gli incentivi, l’accessibilità delle misure per i diversi strati della popolazione e il finanziamento. Gli altri due punti chiave del progetto riguardano quindi la mancanza di modelli di business sostenibili per la prevenzione da parte degli operatori sanitari e delle casse malati, nonché l’utilizzo ancora insufficiente dei dati sanitari per consentire un supporto personalizzato.

«In Svizzera il diabete comporta costi sanitari elevati», spiega Thijs Defraeye, ricercatore dell’Empa a capo del progetto. «Grazie alla collaborazione con partner provenienti da diversi settori, speriamo di poter sviluppare misure di prevenzione olistiche che vengano effettivamente attuate.» Il ricercatore dell’Empa Simon Annaheim aggiunge: «La prevenzione è difficile da misurare e quantificare. Se le casse malati e le aziende non sono in grado di quantificare il rapporto costo-efficacia, hanno di conseguenza difficoltà a investire in misure di prevenzione.»

Proprio per questo motivo, uno dei cinque sottoprogetti di «PreDiabeTx», sotto la guida dell’Università di San Gallo, si occupa di modelli di finanziamento e di incentivazione sostenibili. «Un’efficace prevenzione digitale del diabete da sola non basta: deve anche integrarsi nel sistema sanitario ed essere vantaggiosa e sostenibile per tutte le parti coinvolte. Nel nostro sottoprogetto sviluppiamo quindi, insieme a CSS, Helsana, Sanitas e SWICA, nonché alle autorità cantonali, modelli commerciali e di incentivazione concreti in grado di integrare le terapie digitali nell’assistenza sanitaria di routine», afferma Elgar Fleisch, professore dell’Università di San Gallo e responsabile del sottoprogetto.

Mangiare più sano grazie all’IA

Altri due sottoprogetti si concentrano su strumenti digitali per la prevenzione del diabete, in grado di fornire, grazie all’IA, consigli personalizzati per uno stile di vita più sano. «Vogliamo sviluppare un ‹coach digitale› che aiuti le persone durante la spesa e in cucina», afferma Cynthia Sob, ricercatrice dell’Empa e responsabile del progetto. Secondo la ricercatrice, infatti, l’alimentazione può influenzare notevolmente il proprio stato di salute.

Questo cosiddetto approccio «Food as Medicine» (in italiano «il cibo come medicina») sta acquisendo sempre più importanza nella ricerca medica, ma in Svizzera non è ancora molto diffuso. «Negli Stati Uniti esistono già assicurazioni sanitarie che rilasciano ricette per alimenti sani, promuovendo così un’alimentazione sana. Vogliamo esaminare in che misura approcci simili sarebbero possibili anche nel sistema assicurativo svizzero», spiega Defraeye. In questo modo, le verdure diventano un po’ più allettanti dal punto di vista finanziario rispetto al cornetto al cioccolato.

Ne traggono beneficio anche le persone con uno status socioeconomico più basso – che presentano comunque un rischio maggiore di sviluppare il diabete di tipo 2. A loro e ad altri gruppi di popolazione a rischio è dedicato un sottoprogetto specifico di «PreDiabeTx». In questo ambito, i partner stanno sviluppando coach digitali su misura per loro, che tengono conto delle esigenze specifiche e forniscono consigli personalizzati e facili da mettere in pratica.

Maglietta con sensori per il monitoraggio dei risultati

Gli ultimi due sottoprogetti puntano su misurazioni non invasive e adatte alla vita quotidiana per dimostrare l’efficacia delle misure di prevenzione. Uno di essi, sotto la guida dell’Università di San Gallo, si concentra sui dispositivi indossabili – come gli orologi intelligenti – che monitorano costantemente i parametri vitali. Il secondo, guidato da Simon Annaheim presso l’Empa, punta sui sensori tessili. «Siamo convinti che le misurazioni puntuali effettuate dal medico o in farmacia non riflettano con sufficiente precisione lo stato di salute», afferma Annaheim. Il ricercatore e il suo gruppo si sono quindi specializzati nello sviluppo di sensori morbidi in tessuto, che possono essere integrati, ad esempio, in una fascia toracica o in una maglietta e che registrano così i parametri vitali in modo comodo e discreto anche nella vita quotidiana. A differenza delle misurazioni al polso, come quelle effettuate dalla maggior parte degli smartwatch, i sensori tessili sul busto sono leggermente più complessi. In compenso, forniscono valori di misurazione più precisi. Secondo Annaheim, potrebbero così servire per effettuare valutazioni intermedie nell’arco di diversi giorni.

Tutte le misurazioni del progetto hanno in comune il fatto di essere non invasive, ovvero senza penetrare la pelle. Sebbene in questo modo non sia ancora possibile misurare in modo affidabile la glicemia, gli altri valori misurati – ad esempio il polso, la frequenza respiratoria, la pressione sanguigna e la saturazione di ossigeno – consentono comunque di trarre conclusioni sullo stato di salute. I ricercatori intendono approfondire il nesso tra i parametri vitali misurati e il rischio di diabete con l’ausilio di algoritmi basati sull’intelligenza artificiale.

Aiutare anziché dare lezioni

Ecco come potrebbe presentarsi in futuro una prevenzione intelligente e sostenibile del diabete di tipo 2: un coach basato sull’intelligenza artificiale fornisce consigli personalizzati sull’alimentazione, studiati appositamente per la situazione specifica degli utenti e quindi più facili da seguire. Sistemi di incentivazione mirati e programmi promossi dalle casse malati e da altre aziende facilitano ulteriormente lo stile di vita sano. Inoltre, grazie a sensori indossabili, sia i medici che i pazienti stessi monitorano i progressi.

«Non vogliamo far sentire in colpa nessuno né incutere paura, ma piuttosto offrire sostegno e rendere più accessibile uno stile di vita sano», afferma Simon Annaheim. I vantaggi sono di ampia portata: «Prevenendo il diabete di tipo 2 si prevengono anche altri problemi di salute, ad esempio alcuni tipi di cancro», spiega Cynthia Sob. «Ma a differenza del rischio di cancro, la riduzione del rischio di diabete è molto più facile da misurare in breve tempo.» I ricercatori sono convinti che, se i pazienti vedono e percepiscono rapidamente come migliora il loro stato di salute, ne traggono una motivazione aggiuntiva.

Prima che questa visione del futuro diventi realtà, c’è ancora molto da fare. Il progetto «PreDiabeTx» è stato avviato alla fine del 2025 e proseguirà fino alla fine del 2029. «Ovviamente non risolveremo in quattro anni un problema che si è sviluppato nel corso di decenni», afferma Annaheim. «Ma speriamo, grazie al nostro approccio complementare e olistico e in collaborazione con i nostri partner di attuazione, di compiere un ulteriore passo avanti nella prevenzione del diabete.»

«PreDiabeTx»
«PreDiabeTx» è un’iniziativa «di punta» dell’Agenzia svizzera per la promozione dell’innovazione Innosuisse. Il progetto transdisciplinare mira a rafforzare la prevenzione del diabete di tipo 2 in Svizzera attraverso strumenti digitali basati sui dati e modelli di business sostenibili. «PreDiabeTx» è stato avviato alla fine del 2025 e proseguirà fino alla fine del 2029. Il consorzio è coordinato dall’Empa e comprende inoltre gli istituti di ricerca Università di San Gallo, ETH di Zurigo, Università di Zurigo, Scuola universitaria professionale della Svizzera orientale, Scuola universitaria professionale di Berna e l’Inselspital di Berna. Tra i partner di attuazione figurano ACCYOURATE, LEALY, Pathmate Technologies, RE-NUT, Switzerland Innovation Park Ost, le casse malati CSS, Helsana, Sanitas e SWICA, il consorzio ospedaliero HOCH Health Ostschweiz e il Cantone di San Gallo. prediabetx.empa.ch

Questo testo è stato tradotto automaticamente.
Angehängte Dokumente
  • I ricercatori dell’Empa Simon Annaheim, Cynthia Sob e Thijs Defraeye stanno lavorando a metodi digitali per la prevenzione del diabete di tipo 2. Immagine: Empa
  • I sensori tessili possono essere indossati sotto i vestiti o addirittura integrati in essi. Immagine: Empa
06.08.2026 Empa
Regions: Europe, Switzerland, North America, United States
Keywords: Applied science, Artificial Intelligence, Health, Food, Grants & new facilities

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